14 giugno 2012

Tutto cambiera', ancora una volta.

Sono seduta qui,su questa sedia in questo ufficio dove ho passato le mie ore libere in questa scuola. Oggi e' l'ultima volta che li vedo, che vedo coloro che per dieci mesi sono stati i miei amici piu' cari. Ho passato l'ora di pranzo a guardarli in faccia, a guardare i loro volti e a cercare di imprimere nella mia mente ogni singolo dettaglio. Ho mangiato il mio pranzo e poi ho letto il quaderno pieno di dediche che mi hanno regalato. Ad ogni pagina un pianto, lacrime che non riuscivo piu' a trattenere. Ognuno di loro ha scritto come ci siamo conosciuti, cosa e' successo la prima volta che ci siamo visti e i momenti passati insieme e rispolverare quei ricordi mi ha fatto iniziare a pensare che e' impossibile che io lasci qui. Mia zia ieri mi ha supplicata di dirle che tra un anno tornero' perche' non aveva intenzione di salutarmi, voleva per forza dirmi "a tra un anno"... Mia sorella non riesce a starmi vicina, dice che se mi vede piangere si mette a piangere anche lei. Adesso sono qui, che aspetto, che le ore passino per raggiungerli all'uscita ( non ho piu' la divisa e vestita cosi' non posso stare in classe). All'uscita mi tocchera' guardarli e salutarli, uno per uno, non potro' piu' rimandare come ho fatto lunedi', il tempo e' finito ed oggi mi tocca farlo. Qualcuno di loro, gli amici piu' cari e piu' stretti forse in futuro li rivedro', ma altri..altri il mio cuore sa che no, oggi e' l'ultima volta. Ai miei piu' cari amici cinesi mi tocchera' dire un arrivederci e rispondere ai loro "quando tornerai?" con un "non lo so. ma tornero'". A loro non posso dare le certezze che ho dato ai miei cari amici italiani prima di partire.
Essere un'exchange student fa anche male, ma se tornassi indietro lo rifarei altre 1000 volte e scegliere sempre Cina.
Dopo domani saro' a Pechino e li' con altre lacrime agli occhi dovro' salutare coloro che sono stati i miei compagni di avventura e che saranno compagni di vita. Loro in qualsiasi momento riusciranno a capirmi, e' con loro che ho vissuto tutto cio'.
Dopo domani saro' a Pechino e mi tocchera' salutare questo paese che mi ha accolta per dieci mesi.
Dopo di che dopo dopo domani saro' in Italia, saro' a Palermo, saro' a casa. Anche se non riesco a dire pienamente a "casa" perche' per questi dieci mesi sono anche stata a "casa"...Posso dire che tornero' dalle persone che mi hanno amata fin dall'inizio della mia esistenza e che hanno permesso tutto cio'.
Dopo di che niente piu' caratteri ovunque che mi divertivo a tradurre ma solo scritte in una lingua che ben conosco.
Niente piu' riso ogni giorno, ma solo qualche volte.
Niente piu' bacchette, ma forchetta e coltello.
Niente piu' wc alla turca, ma un comodo water.
Nessuna fila alla mensa, ma il pranzo cucinato dalla mamma.
La mia stanza non si affaccera' piu' sul lago di Zhaoqing, ma sulle strade di Palermo.
Le mie cene non saranno piu' solitarie, ma in famiglia.
La domenica a pranzo sara' mamma a cucinare, non piu' la mia nainai.
Non potro' piu' fare commenti in italiano, ma dovro' farli in cinese per non farmi capire.
Tutto cambiera', ancora una volta.
E a me non resta che stare a guardare come cambiera' e cosa accadra'.
C'e' chi mi chiede se sia pronta..beh, lasciatemi rispondere cosi':
Sono pronta a tornare ad avere una vita in Italia. Una vita in Italia per un'italiana non puo' essere di certo piu' difficile da gestire di una vita in Cina per un'italiana.
Non sono pronta a lasciare la mia vita in Cina, che ho costruito con tanta fatica e sacrificio ma mi tocca farlo.. almeno mi aiutera' a perfezionare e rendere al meglio la mia vita in Italia.
Ci vediamo domenica..
星期天我回意大利。

06 giugno 2012

Cosa vuoi che sia?

All'inizio quando guardavo il tempo passare non mi capacitavo di essere in Cina, lontana da tutto e tutti. Adesso invece non mi capacito del ritorno. Mancano solo undici giorni.
Mi volto indietro e guardo il tempo passato, è arrivato giugno davvero senza che me ne accorgessi.
Inizialmente era piacevole guardare il tempo passare e accorciarsi "Manca poco e abbraccio Papà e Mamma" mi ripetevo. Adesso fa male vedere che i giorni rimasti sono davvero così pochi. Ho quella fitta dentro che non mi fa parlare, la stessa fitta che mi angosciava agli inizi perché mi mancava casa.
Fa male vedere che sono solo undici giorni e che ho ancora così tanto da fare.
Ho così tanto da fare che mi chiedo da sola come sia possibile. Ho avuto dieci mesi e non mi sono bastati? Possibilmente non mi sarebbe bastata una vita intera per tutte queste emozioni ed io mi sono dovuta far bastare dieci miseri mesi. Dieci mesi non sono niente ed invece sembravano così tanto. Sembravano impossibili. E invece.. Ma è presto per cantar "vittoria" mi dicono. Mancano ancora undici giorni. "Ma cantar vittoria per cosa?" Mi chiedo giornalmente, mentre mi volto indietro e guardo. Guardo la mia cuginetta mentre la stringo tra le braccia dirmi "I loiv iu". Lei è l'unica prova tangibile del tempo che è passato.. Quando sono arrivata non parlava ne camminava.. adesso è pronta per la grande maratona e non fa altro che chiacchierare. Lei è il mio indice del tempo che è passato e che ahimè non tornerà più.
In questo preciso instante giuro che sto provando con tutta me stessa a far volare la mente al 18 giugno ma non ci riesco. Cosa dovrei immaginarmi? Io non ho la più pallida idea del come sarà la mia vita dopo. Io riesco solo ad immaginare come sarà la mia vita tra due giorni, in Cina. Anche tra un mese, ma solo se sarà qui. Ma non sarà qui, sarà altrove, in quel posto che fino a dieci mesi fa era l'unica casa.
Come sarà il ritorno? Prima riuscivo a sognarlo la notte, in quei momenti in cui casa mancava così tanto.. adesso non ci riesco più. Sento solo una terribile ansia con angoscia che mi assale. Mi chiedo se sarò pronta. Poi guardo ciò che ho vissuto, guardo tutte le prove affrontate e vinte, tutte le emozioni e le esperienze vissute. C'mon, ho vissuto per dieci mesi in un paese dove nemmeno il wc di casa era uguale, ho imparato così tante cose di cui non sapevo l'esistenza, ho risolto svariati problemi contando solo su me stessa e dulcis in fundo, ho imparato una nuova lingua.
Cosa vuoi che sia ritornare in un posto dove ho vissuto per sedici anni? Dove molte cose saranno nuove ma assomiglieranno a quelle passate? Dove non ci sarà più alcun problema con la lingua.. se non verrò capita sarà per altro?
Già... cosa vuoi che sia?
Posso farcela e ce la farò, ho una marcia in più: niente più amicizie false intorno a me.
Solo e soltanto veri amici. Pronti a riabbracciarmi.
Tengo botta e Italia.. ci vediamo la prossima settimana.

11 maggio 2012

We will leave our best friends to return to our best friends.

Qualche giorno fa la mia amica Ylenia ha condiviso uno stato stupendo e allora decisi di rubarglielo. Oggi Naomi, un'altra mia amica in America, ha condiviso lo stesso stato ma interamente, non solo il pezzo che aveva condiviso Ylenia. Allora, essendo in inglese, ho deciso di tradurlo qui perche' lo ritengo un pezzo bellissimo.Se vi interessa l'originale in inglese, potete cliccare su questo link.
ps. e' una traduzione mia, moooolto libera :).

"Un anno e' passato e siamo agli sgoccioli, stiamo per ritornare in un mondo dove tutto cio'che ci circonda e' un paradosso e dove niente e' ancora lo stesso.
In un paio di settimane daremo a malincuore i nostri abbracci, combattendo le lacrime, diremo arrivederci a persone che una volta erano solo nomi su un foglio di carta per ritornare da persone che abbracciammo,cacciando via le lacrime, prima che partire.
Lasceremo i nostri migliori amici per tornare dai nostri migliori amici.
Torneremo nel posto da cui veniamo, e torneremo a fare le stesse identiche cose che abbiamo fatto la scorsa estate ed ogni estate precedente.
Ritorneremo in quella citta'con quelle strade familiari, e anche se sono passati mesi, vi sembrera'che fosse solo ieri quando l'avete lasciata.
Appena camminerai nella tua vecchia stanza, tutte le emozioni ti assaliranno e rifletterai su come la tua vita sia cambiata e sulla persona che sei diventata.
Capirai improvvisamente come le cose che erano importanti per te l'anno prima non sembrano piu' cosi' importanti, e le cose a cui tieni adesso, nessuno a casa le capira' del tutto.
Chi chiamerai prima?
Cosa farai il primo weekend a casa con i tuoi amici?
Dove andrai a lavorare?
Chi sara' al party sabato sera?
Con chi a scuola continuerai ad avere rapporti?
Quanto tempo prima che inizierai effettivamente a sentire la mancanza delle persone scomparse irrompere senza chiamare o bussare?
Allora inizierai a capire quante cose siano cambiate, ti renderai conto che la parte piu'difficile dell'essere un exchange student e' bilanciare i due mondi completamente diversi in cui adesso vivi, cercherai disperatamente sempre di avere tutto e nello stesso tempo cercherai di capire cosa bisogna lasciarsi alle spalle.
Noi sappiamo il significato della vera amicizia.
Sappiamo chi abbiamo continuato a sentire durante lo scorso anno e chi e' rimasto caro nei nostri cuori.
Abbiamo lasciato i nostri mondi per affrontare il mondo reale.
I nostri cuori sono stati infranti, ci siamo innamorati,abbiamo aiutato i nostri migliori amici a superare i disturbi alimentari, la depressione, lo stress e la morte.
Abbiamo acceso le candele nella grotta e siamo stati svegli per tutta la notte solo per parlare al telefono con un amico nel momento del bisogno.
Ci sono stati momenti in cui ci siamo sentiti cosi' indifesi lontani da casa quando sapevamo che i nostri familiari o amici avevano piu' bisogno di noi, e ci sono stati momenti in cui sappiamo di aver fatto la differenza.
Solo poche settimane da adesso e andremo.
Solo poche settimane da adesso e dovremo togliere le fotografie dal muro, e impacchettare i nostri vestiti.
Lasceremo i nostri amici le quali le occasionali emails e telefonate ci faranno ridere o piangere questa estate, e speriamo, anche negli anni a venire.
Prenderemo i nostri ricordi ed i nostri sogni e li metteremo da parte per il momento, conservandoli per il nostro ritorno in questo mondo.
Solo poche settimane da adesso e arriveremo.
Solo poche settimane da adesso e dovremo disfare le nostre valigie e cenare con le nostre famiglie.
Guideremo fino a casa del nostro migliore amico e non faremo niente per ore.
Torneremo dagli stessi amici le quali le occasionali email o telefonate ci hanno fatto ridere o piangere durante l'anno.
Spacchetteremo i vecchi sogni ed i vecchi ricordi che avevamo messo da parte l'anno prima.
In poche settimane scaveremo nel profondo per trovare la forza e la convinzione di adeguarsi al cambiamento mantenendo tutti gli altri vicini.
In qualche modo, in qualche maniera, troveremo il nostro posto in questi due mondi.
In poche settimane.
Are you ready?"
Autore anonimo.

09 maggio 2012

Otto domande sulla Cultura Cinese: Scuola e Lingua.

Da quando sono in Cina vengo "bombardata" di domande, a cui rispondo sempre con immenso piacere. Le piu' frequenti ovviamente sono "come stai?" "come ti trovi?" "come e' la Cina?" e, dulcis in fundo: "quando torni???".
Ma qualche volta la curiosita' delle persone con cui parlo si spinge oltre e mi vengono fatte domande sui Cinesi e sulla loro cultura. Il mio genere preferito di domande.Il mio blog, lo spiegai tempo fa, nasce con l'intenzione di condividere con chi ne avesse voglia, la mia esperienza. E quando mi vengono fatte domande sulla cultura che sto conoscendo, vedo quell'interesse nella mia esperienza che mi riempie di gioia.
Ho allora avuto un'idea: mettere per iscritto le risposte alle domande che potevano interessarvi di piu', in maniera tale che chiunque ne avesse voglia potesse leggerle e rileggerle, conoscendo cosi', attraverso i miei occhi, la cultura con cui mi confronto ogni giorno da nove mesi.
Non sapendo molto bene cosa potrebbe incuriosire una persona che vede tutto cio' da fuori ho sfruttato la curiosita'di Mauro, che ringrazio nuovamente per il prezioso aiuto, e gli ho chiesto di farmi qualche domanda sulla Cultura Cinese.
Mauro mi ha fatto 8 domande, ma chiunque volesse farne altre puo'mandarmi una e-mail a chiara_terrasi@yahoo.it :), anche se penso che quelle di Mauro sono davvero le piu' complete.
Essendo domande che richiedono risposte piuttosto corpose, non le postero' tutte in questo post, ma preferisco dividerle in vari post, anche per rendere piu' "piacevole" la lettura.
Prima di passare alle domande, mi scuso immensamente per tutti questi apostrofi che al posto degli accenti, e tutti questi eccessivi spazi, ma sto scrivendo da una tastiera cinese di un computer cinese dove nessuno ha avuto la geniale idea di installargli l'inglese -.-.

1)Come è strutturata l'istruzione in Cina?(anni di studio obbligatori, suddivisioni per indirizzi, sistema universitario e qualità dell'insegnamento, pregi e difetti rispetto il sistema italiano)
Allora,prima di tutto e'importante dire che i Cinesi passano tutta la loro infanzia a studiare, spendendo mediamente 10 ore al giorno a scuola, in parecchi licei gli studenti dormono a scuola, ritornando a casa soltanto nel weekend.
Iniziano la scuola elementare a 6-7 anni ( l'asilo non e' scuola dell'obbligo),che frequentano per 5 anni, proprio come in Italia. Dopo la scuola elementare anche loro hanno la scuola media della durata di tre anni e poi il liceo dove sono soltanto tre anni contro i nostri 5. Questi quindi sono gli anni di studio obbligatori. Nel mio liceo,che diciamo e'quello tipico cinese i tre anni si dividono ulteriormente: al primo anno seguono tutti le stesse materie (Cinese, Matematica, Fisica, Chimica, Biologia, Storia, Geografia, Inglese, Ed.Fisica, Psicologia, Calligrafia, Informatica, Politica, Musica, Arte). All'inizio del secondo anno devono scegliere se fare "Umanistica" o "Scienza", ovvero seguire le stesse identiche materie del primo anno, ma per umanistica vengono diminuite le ore delle materie scientifiche ed aumentate quelle di cinese e storia, e per scienza vengono diminuite tolte le ore di storia, diminuite quelle di cinese, ed aumentate tutte le ore scientifiche.
Esistono pero'licei internazionali (dove si insegna in inglese), linguistici (dove insegnano piu'di una lingua straniera) e artistici ( dove insegnano arte, danza e musica). Questi licei, soprattutto gli artistici, non sono molto diffusi, quindi non so con certezza come sono strutturati.
Le attivita' extrascolastiche del mio liceo sono principalmente competizioni: di ballo, recitazione, canto e english speech, oltre ai vari tornei sportivi (nella mia scuola, al di la' delle olimpiadi di inizio anno, si svolgono solo partite di basket al livello di torneo, tutto il resto sono allenamenti individuali).
Per passare i vari anni bisogna solo andare a scuola, i vari voti ottenuti infatti non aiutano, servono solo ad essere ammessi all'universita'. Le varie ammissioni funzionano infatti a graduatorie e punteggi. Se nei tre anni delle scuole medie hai ottenuto ottimi voti nei vari esami, il tuo punteggio sara' alto e tu sarai alto in graduatoria e sara' quindi piu' facile essere ammessi al liceo piu' prestigioso della tua citta, cosi' come al liceo, se nei tre anni di liceo hai ottenuto ottimi voti, sarai alto in graduatoria, cosa che conta parecchio per i test di ammissione universitari. Qui essere basso in graduatoria all'interno della propria scuola e' una cosa parecchio umiliante sia per lo studente che per la sua famiglia. Senza una buona posizione in graduatoria ed un buon punteggio e' quasi impossibile venire ammessi alle universita' piu' prestigiose cinesi.
E' tutta una continua competizione, fatta di graduatorie e punteggi.
Il sistema universitario non e' molto diverso dal nostro, una sola grande differenza: tutti i corsi di laurea sono triennali. Anche qui funziona a esami, facolta' e frequenza.
La qualita' dell'insegnamento e'completamente soggettiva, cambia infatti di scuola in scuola, di universita' in universita'. Le scuole piu' prestigiose hanno i docenti piu' bravi e ammettono solo gli studenti piu' bravi: non importa da dove vieni, per andare nella scuola x devi avere un punteggio minimo, se no non vieni ammesso e devi cambiare scelta di liceo.
La mia scuola e' la migliore della mia citta' ed una tra le migliori del Guangdong. Di conseguenza la qualita' dell'insegnamento e' parecchio alta.
I pregi ed i difetti della scuola cinese sono facilmente elencabili, tra i pregi al primo posto metto l'utilizzo frequente di laboratori e l'uso delle lavagne elettroniche nelle varie ore di lezione. Il docente infatti non si limita ad usare un'immensa lavagna, a parlare oralmente, ma usa anche un computer ed un proiettore di cui e' dotata ogni classe, proiettando la lezione mentre la spiega. Cosi' e' molto piu' facile non distrarsi, non perdere il filo del discorso e capire anche se non si sente bene.
Un grandissimo difetto per me e' il metodo con cui viene insegnato l'inglese. Gli studenti cinesi infatti per imparare l'inglese devono ripetere un tot di parole ogni giorno a voce alta e imparano la grammatica attraverso esempi. Risultato? Le parole ripetute con poca voglia ogni mattina alle 7.30 non se le ricordano e per comporre frasi grammaticalmente corrette usano solo gli esempi che gli vengono dati, incapaci di applicare la stessa regola anche ad altri esempi.
Dal punto di vista metodo di studio per molte materie preferisco il metodo italiano, soprattutto per l'insegnamento delle lingue straniere. Ma devo dire che quello delle lavagne elettroniche e' un gran bel pregio.

2)Lingua ufficiale e dialetti
La lingua ufficiale della Repubblica Popolare Cinese e'il mandarino parlato bene o male in tutta la Cina. Alcune province pero' oltre al mandarino hanno un loro dialetto (i principali dialetti sono 7), mentre in alcune parti e'soltanto l'accento con cui parlano il mandarino, a cambiare.
Io abito nel Guangdong, a 4 ore da Hong Kong. Il capoluogo di provincia e' Guangzhou, conosciuta da noi occidentali come Canton. In questa provincia si parla infatti il Cantonese, una lingua completamente differente dal mandarino, che, a sentire i Cantonesi, e' ben piu' antica della lingua ufficiale. Il Cantonese e' ben piu' difficile del mandarino sia per pronuncia, che per scrittura e per intonazione. Per la scrittura infatti, il YueYu (nome cinese del dialetto cantonese), usa i caratteri tradizionali: piu' articolati di quelli semplificati del mandarino. Per l'intonazione invece il YueYu conta 10 toni, contro i 4-5 del mandarino.
Essendo il mandarino la lingua prescelta dal governo, tutte le cose ufficiali sono scritte e dette in mandarino. A scuola gli insegnanti insegnano in mandarino, ad esempio. Ma nei negozi, per la strada, in famiglia, viene usato il cantonese. E' possibilissimo trovare persone nel Guangdong che non sono capaci di parlare mandarino, in quanto appartenenti alla vecchia generazione, quando nelle scuole si insegnava in cantonese ( come per dire i vecchi a Palermo che parlano solo in Siciliano). Una cinese invece che non proviene dal Guangdong e che parla mandarino, non riesce completamente a capire il cantonese. Al contrario, una persona che e' capace di parlare soltanto in cantonese, bene o male riesce a capire qualcosa di mandarino. Credo che questo sia dovuto al fatto che, come molti cantonesi ritengono, buona parte del mandarino provenga dal cantonese.
Vi consiglio comunque di dare una letturina a wikipedia su "Lingua Cinese" e "Lingua Cantonese". I due argomenti vengono spiegati piuttosto bene.


04 maggio 2012

Paura di tornare o paura del cambiamento?

Oggi ho voglia di scrivere, e allora eccomi qui, alle 23.04 di venerdì sera a scrivere qui.
Me ne andrei volentieri a letto, ma ho dannato bisogno di parlare con mia mamma e devo aspettare le 19 italiane per farlo.
E' un periodo un pò di merda, e chi c'è passato lo sa bene. Vanno arrivando le comunicazioni sul ritorno, gli orari dei voli e le info sul "Party di Addio" ed io ho quell'angoscia dentro che mi sale. E le lacrime che scendono. In più c'è quel pacco enorme, dove ci entra mia sorella senza alcuna fatica, davanti la mia camera che mi guarda ogni volta che torno da scuola come a volermi dire "Guarda che il tempo è tiranno, sta volando, e tu non puoi riempirmi e spedirmi all'ultimo minuto". Ma la mia voglia di infilarci le cose dentro e spedirlo è inesistente. Sarebbe proprio la chiusura del capitolo, che cerco di rimandare per quanto sia possibile.
La gente, i miei amici iniziano a chiedermi "Ehi ma fra poco torni!! Sei felice?". Ecco questa domanda mi mette in grande disagio, e mi metto a cercare una risposta adatta, anche se risposta adatta non c'è. Credo di averlo ripetuto fino all'esaurimento di non vedere l'ora di riabbracciare mia mamma, mio papà e tutte quelle persone che per me contano davvero. Ma non ho per niente voglia di dover salutare le persone che da nove mesi fanno parte della mia vita.
In più ultimamente sto maturando quella consapevolezza di avere paura, di essere terrorizzata dall'idea di ritornare. No, non sono folle, ma più ci penso, più mi rendo conto che è così. E i motivi sono svariati.
Uno ad esempio, che però è davvero stupido, è che qui sono una persona nuova, conosciuta solo per quello che io ho voluto far conoscere di me, e sono stimata da quasi tutta la scuola. I miei compagni di scuola amano parlare con me, cercarmi e farmi domande, e non si stancano mai di ciò. Tutte attenzioni che una volta tornata, svaniranno nel nulla.
Lo so che può sembrare un discorso di un egocentrismo unico, ma ripeto, se lo si vive si capisce.
Un altro motivo è che da quando sono qui sono spettatrice del mio cambiamento, per quanto sia davvero felice del "risultato ottenuto", questo ha un grande contro: io sono cambiata, ma anche chi è rimasto in Italia è cambiato, siamo sicuri che riuscirò ad avere un contatto con loro? O, se loro sono sempre gli stessi, la nuova me, riuscirà ad "inserirsi"?
No, forse non sono riuscita a spiegarmi bene.. Ci provo in parole povere: ho il terrore che una volta ritornata o troverò tutto cambiato, un cambiamento di cui io non sono stata partecipe e quindi non ci sarà posto per me, o non sarà cambiato un cavolo, ma essendo cambiata io le cose "come erano prima" non mi staranno bene, certi comportamenti che sopportavo a malapena prima adesso mi daranno sui nervi.
Ecco cosa intendo quando dico ho paura di tornare.
Anche perché ho visto più gente andarsene in questi mesi che in tutta la mia vita.
Basta vedere la mia bacheca su facebook, tutte quelli che consideravo amici che fino a novembre scrivevano "Mi manchi, torna" e che adesso non sento appunto da novembre. Quella bacheca che viene riempita solo dalle frasi, la maggior parte citazioni di mia sorella, che io scrivo. Adesso, tranne quei "pochi ma buoni" amici che mi sono rimasti che si contano davvero sulle dita di una mano, o forse due dai, i messaggi di stima, di farmi forza, quel calore continua ad arrivarmi sì, ma da estranei.
Quelle persone che ad agosto mi dicevano " ti starò vicino-a, ti darò forza, ci sarò sempre per te" sono sparite nel nulla. Andandosene in silenzio. Loro forse pensano che io non me ne sia accorta, ma sono cambiata sì, ma la mia memoria è rimasta sempre bella viva.
Per quanto mi possa dare dispiacere era una cosa di cui ero sicura all'inizio.
Per quanto in quel famoso schema del baule e del frigorifero "le amicizie" le avessi messe nel baule per portarle con me, o sono rimaste nel frizer, o si sono sciolte a causa dell'inquinamento.
Era una cosa con cui avevo fatto i conti fin dall'inizio, e comunque sono sicura di poter continuare a contare su quelle persone su cui non ho mai dubitato.
Ma riesco a farlo da lontano, ritornarmi e ritrovarmi faccia a faccia con ciò non è una cosa che sono sicura riuscirò ad affrontare.
Ecco perché dico "paura di tornare".
Ma..ho affrontato nove mesi in Cina, da sola, senza la mia famiglia, ritrovandomi a cominciare una nuova vita da zero..cosa vuoi che sia ritornare e trovarsi faccia a faccia con la falsità di quelli che in un tempo passato ritenevi amici?
Ce la farò. E se non ci riuscirò, ci saranno quelle persone che non mi hanno mai abbandonata, che ci sono sempre state a sostenermi, ed il mio ritorno sarà solo per loro.
Non ho bisogno di fare nomi ne ringraziamenti. Non c'è davvero bisogno. Credo che ciascuno dei miei amici sappia o meno se mi riferisco a lui o no :).
E forse sono semplici paranoie che mi faccio, ma una cosa è certa: le cose sono cambiate.

24 aprile 2012

La terza guerra mondiale

"Chiara, abbiamo solo altri 5 sabati da passare insieme"
Una mia compagna, a dire il vero una delle mie migliori amiche, ha esordito così sabato scorso. E la frase mi è rimasta impressa fino ad adesso. So bene che mancano sette settimane al mio ritorno in Italia e che mi rimangono cinque settimane a Zhaoqing. Ma non le avevo mai viste dalla prospettiva "giornate in cui posso uscire che mi rimangono in Cina". Cinque sabati, cinque giorni, sono meno di una settimana. E non sono un caz**.
Vedo le cose cambiare e come dissi qualche post fa.. "vedo il cerchio chiudersi".
Il caldo come all'inizio, l'odore dell'aria condizionata appena entro nella stanza, quello stesso identico odore che aveva la stanza a casa della nonna appena arrivai. E la schizofrenia, la mia "amica" che mi fece compagnia i primi tempi, è tornata a trovarmi.
I primi tempi passavo dai momenti in cui urlavo al telefono a mia madre di lasciarmi tornare, ai momenti in cui ridevo e mi divertivo con mia sorella.
Adesso passo dai momenti in cui vivo la mia normale vita, quella che vivo ormai da otto mesi e a non volerla lasciare, ai momenti in cui sogno casa, in cui la nostalgia prende il sopravvento e comunico a mio padre quanti giorni mancano. Ieri, al telefono a mia madre ho detto: "Non vedo l'ora di tornare e riabbracciarti, Mamma". Ieri, in macchina con mia madre cinese ho detto: "Manca così poco ed io non voglio tornare".
Come la definite voi? Schizofrenia. Eppure non sono cose che posso raccontare a tutti, perché non tutti capirebbero. Insomma, non lo capisco nemmeno io il mio cuore! Come non capivo mio fratello quando, quando c'era lui in questa situazione, bella pimpante e felice gli comunicavo che mancava poco e lui mi guardava come per dire: "eh, e che vuoi?".
Al di là del voler tornare o del non volerlo fare io ho un momento impresso nella mente, un flash per meglio dire. Un momento che mi "perseguita" da quando sono arrivata qui, che ho sognato svariate notti e che ad ogni risveglio mi faceva e mi fa diventare una fontana: quando mi ritroverò tra le braccia di mio papà, di mia mamma e dei miei amici che continuano ad esserci.
Ma mentre prima c'era solo questo flash dentro di me, adesso c'è n'è un altro, che mi fa diventare una fontana nello stesso modo in cui fa il primo: il momento in cui dovrò salutare la mia nainai ( nonna), il mio yeye ( nonno), il mio baba (papà), la mia mama, la mia xiao meimei ( cuginetta), il mio xiao didi e tutta la mia splendida famiglia cinese.
E' come se dentro il mio cuore ci fosse una terza guerra mondiale tra i due momenti, tra i due flash. E questa guerra mi logora.
Ma non posso farci niente, è così che vanno le cose e anche questo vuol dire essere una exchange student.
Per evitare di assistere alla terza guerra mondiale che si svolge all'interno del mio cuore mi giro e guardo tutto quello che ormai è passato.
Tutto quello che questa esperienza mi ha regalato.
Il sorriso, che mancava da parecchio, e la voglia di studiare ( che credo fosse assente nella mia vita dalla terza media) in primis.
Una nuova lingua e il miglioramento di un'altra.
Dei nuovi amici, aver visitato nuovi posti, una cultura totalmente diversa e tante altre cose. Ma soprattutto una nuova famiglia.
Il 21 Aprile, il giorno dopo il mio compleanno, siamo andati a cena fuori con degli amici che non fanno molta simpatia a mio padre cinese. Il mio Baba avrebbe voluto volentieri essere fuori con i suoi amici come ogni sabato sera piuttosto che stare ad ascoltare una signora che lui non sopporta. Eppure era lì. Per me, perché quella cena era per festeggiare il mio compleanno. Poco importa se la tipa gli stava sulle balle. Era una serata importante per me e lui ha scelto di esserci.
Quella stessa sera, il mio baba mi ha detto: "Prima che tu vada via, dobbiamo farci fare una bella foto tutti insieme. Così la puoi portare in Italia e tenerla sempre con te. Adesso hai una seconda famiglia. Una famiglia cinese".
Il mio Baba non parla inglese, parla solo cinese ed io e lui abbiamo iniziato a comunicare da circa tre mesi capendoci alla perfezione. Prima mi dimostrava il suo affetto solo a gesti, proprio come la mia nainai ed il mio yeye.
Con quella frase io riuscì a trattenere le lacrime con fatica. E mia sorella lo capì, stringendomi la mano.
Io sono felice qui, e sono felice di sapere di avere due famiglie.
Una da cui tornerò dopo dieci mesi lontana, che mi ha regalato tutto ciò.
Ed una che "lascerà sempre aperta la porta di casa per me, dove potrò tornare a far visita ogni volta che vorrò e dove, se vorrò, potrò sempre trovare un aiuto per il mio futuro".
Quasi dimenticavo.. questa esperienza mi ha anche fatto capire quanto io ami la mia famiglia, quella che mi ha messo al mondo e guidata fino ad adesso, e quanto io sia capace di dare affetto anche a persone che mi conoscono da soltanto otto mesi.
Proprio come loro sono stati capaci di volermi bene e farmi sentire parte della loro famiglia.
Io mi chiamo Chiara Xing Zhi Terrasi Borghesan Chen. E sono felice di ciò.

16 aprile 2012

Progetti e Futuro.

In questo parlerò molto poco di Cina e molto tanto ( yeah! viva l'italiano!) di me e di quello che voglio fare domani, dopodomani, la prossima settimana, il prossimo mese ed il prossimo anno.

In questo momento faccio una puzza micidiale.
So che forse non ve ne fregava un fico secco, ma in questo momento faccio puzza e appena finirò di scrivere questo post mi andrò a infilare sotto ad una lunga e fredda doccia.
Il caldo è ricominciato, quel caldo umido che sembra soffocarti e il caldo e l'educazione fisica non vanno tanto d'accordo, mandando a fanculo la mia doccia mattutina.
Comunque non volevo parlarvi ne di caldo ne di puzza ne di educazione fisica ( ho preso 100 oggi grazie alle flessioni :D ) ma avevo voglia di scrivere un pò di cose.
Siamo quasi a metà mese e siamo ad Aprile, il mese che amo più di tutti: Primavera e compleanno mi mettono davvero di buon umore! Oggi però è il 16 e tra due giorni saranno esattamente 8 mesi che sono in Cina e ne mancheranno soltanto due al mio ritorno.
DUE MESI al mio ritorno? 8 Settimane.. Io non ci credo, nemmeno un pò! Io non riesco più ad immaginare come possa essere la mia vita senza quelle piccole cose che faccio giornalmente qui e che in Italia ovviamente non farò più, ed onestamente non so se sono pronta a un altro cambiamento perché sì, per quanto tutti possano pensare che si tratti semplicemente di ritornare "al come era prima" per me è solo un altro cambiamento, perché di "come era prima" troverò ben poco.
Poi però c'è quella parte, quella che mi fa diventare pazza e mi fa venire le lacrime, quella che mi fa pensare a tutto ciò che mi aspetta al mio rientro e quella parte dentro di me dice "WoW! Non vedo l'ora!" e allora è di questo che volevo realmente parlarvi, dei miei progetti e del mio futuro.
Partendo da questa settimana, venerdì sarà il mio compleanno, arriveranno i tanto attesi (eh?!) 17 ed io li festeggerò molto semplicemente: torta a scuola a mezzogiorno durante la pausa pranzo ( la torta ve la lascio come sorpresa, ma se viene come voglio io, sarà stupenda) e sabato fuori con i miei amici e di sera pizza.
Per il resto tanto studio: 1200 caratteri da studiare per il 20 Maggio, data dell'esame, quindi da oggi al 20 Maggio, al di là del mio compleanno e di quello di mia sorella, non ci sarà assolutamente niente se non 50 caratteri al giorno ;).
Dopo il 20 Maggio viene il bello, come dice Peppe ( l'altro ragazzo siciliano qui in Cina come me ( sì, siamo soltanto due siciliani in Cina)) dopo l'HSK c'è LA LIBERTA'! La mia "libertà" inizierà il 22 Maggio con Xi'An per la seconda Culture Trip con AFS China dal 22  quindi al 27 maggio sarò in questa stupenderrimma (dicono) città e andrò a conoscere i famosi guerrieri di terracotta. Il 18 Maggio poi, ben due giorni prima del test, mi ritroverò ad aver passato 9 mesi in Cina e lì inizierà il conto alla rovescia serio: meno un mese.
Nell'ultimo mese di questa fantastica avventura, secondo voi, potevo mai accontentarmi di andare solo a Xi'An?!? Assolutamente no. Dal 28 maggio al 2 giugno infatti sarò in quel di Shanghai :) e poi si ritorna a Zhaoqing a spendere gli ultimi 15 giorni con i miei compagni :). Voci dicono che il 17 Giugno ho l'aereo per Francoforte e poi da Francoforte per Roma.. Ma meglio non pensarci su questo, poi si vedrà, e poi sono sempre VOCI eh!
Cooomunque, una volta rientrata a Palermo, quando accadrà, oltre a dover dormire per due giorni di fila ( io non mi ricordo più cosa sia il JetLag) e oltre a rivedere quelle poche ma splendide personcine che mi sono rimaste ed incollarmi ad i miei genitori per non scollarmi più devo , e sì, sottolineo DEVO, godermi il mese che mi rimane con Hernan, il mio nuovo fratello Peruviano ;), tra un libro ed un altro vedrò di ricordarmi com'era la mia vita prima di quella cinese senza sabati sera...
I primi di luglio invece arriva quella piccola cosina che voglio da troppo tempo.. e che vi lascio, proprio come la torta, come sorpresa!
Il 17 Luglio, quindi tra mmm... 3 MESI *_* c'è Liga a Taormina ed io.. NON VEDO L'ORA!
A settembre ricomincerà la mia stupenda ( che io ricordi, ma si sa, si ricordano solo le cose belle) vita scolastica al Liceo Classico Umberto I e l'ultimo anno dove mi spaccherò letteralmente il sederino ( ricordate quella voglia di studiare che avevo trovato una volta arrivata in Cina? C'è ancora e non sembra volermi abbandonare PER FORTUNA!) preparando l'esame di maturità e preparando il test di ammissione.. Test di ammissione?!? Eh già! Fin da piccolina ho sempre detto di voler andare all'Università dopo il liceo e adesso finalmente, almeno che non mi facciano un lavaggio del cervello, sono decisa su cosa fare e dove andare: Bocconi ( no, non lo faccio per copiare mio fratello, fino a prova contraria c'ho messo piede prima io alla Bocconi ;) ) e dato che si possono mettere tre scelte le mie sarebbero: International Economics, Management and Finance in inglese, Economia per Arte, Cultura e Comunicazione e Economia e Management. 

Eccovi un riassunto molto riassuntato ( google mi segna questa parola in rosso, provavo a capire perché quando poi ho avuto un'illuminazione divina: questa parola fa parte dell'italiano sbagliato della mamma..eh vabbè!) del mio futuro! 

Probabilmente non ve ne fregava niente.. ma volevo mostrare anche un pò di me e non soltanto un pò di Cina ;).
E con questo riassunto sui progetti futuri mi sono sentita molto Liga con i suoi "Diari di bordo" e quindi vi saluto con un "Tenete sempre botta" alla Liga, và!
Bacioni, 
Chiara.


Ps. Ieri ho fatto una scoperta che mi ha fatto scendere qualche lacrimuccia.. 
io..
in Cina..
sono legalmente..
Chen Zhi Xing 陈芷星!
Che vuol dire ciò? Che all'interno della Cina ( e forse anche del resto del mondo LOL) posso firmarmi come Chen Zhi Xing oltre che Chiara Terrasi poichè all'ufficio cinese e ad una specie di "anagrafe" cinese sono c'è la mia bella faccina con la mia data di nascita, Palermo, Italia, la mia residenza cinese, il mio nome italiano ed accanto il mio nome cinese. Ergo, sei io firmo Chen Zhi Xing risalgono immediatamente al fatto che sono io ( anche se non credo di essere l'unica Chen Zhi Xing al mondo) ma comunque ristringerebbero il campo ** e la cosa mi ha reso estremamente felice! Adesso ho lo scopo di farmi rilasciare qualcosa che mi permetta di dimostrare ciò anche in Italia :D dato che per quello che ho in mente io nel mio futuro ( sto futuro è ovunque!) un nome cinese mi servirebbe...e se già ce l'ho e ci sono parecchio legata, ben venga!!


Pps: mi ero dimenticata di postarvi qui il video di Pechino :D.