05 novembre 2011

Prendiamola con Filosofia!

Le settimane passano velocemente, ma i weekend no. Sono lunghi e da un pò di tempo a questa parte anche noiosi. Mi sa che da oggi dovrò dire addio alle uscite di sabato pomeriggio ( le uniche fino ad ora possibili) con mia sorella perchè lei dovrà studiare matematica... Quindi se vorrò uscire d'ora in poi dovrò trovare qualcun altro che voglia uscire. Bella scocciatura. Mia sorella ovviamente è furiosa. E' da ieri sera che tiene il broncio e che urla e litiga con i genitori.. Ed io non so che fare. Quando litigano lo fanno in Cantonese e non capisco un cacchio, in più mi pare davvero poco oppurtuno chiederle: "Scusa, ma che hai detto?" "e mamma che ha detto?".. Quindi posso solo assistere in silenzio e vederla andare in camera sua e sbattere la porta...dopo qualche minuto venire da me e sentirle dire: "Chiara, non è giusto, io non voglio studiare 24h su 24, 7 giorni su 7". E pure non ha che fare. I genitori hanno deciso così, e lei dovrà fare così. Il 90 % degli adolescenti cinesi sono dei veri e propri soldatini al servizio dei genitori, obbediscono in tutto e per tutto ad essi. E guarda caso il comando comune qui in Cina è "Studia!"..quindi non hanno tempo per uscire, e studiano. Per mia grande (s)fortuna è l'unica tipologia di ragazzini che conosco, perchè il restante 10 % degli adolescenti, quelli che sono i così detti "ribelli", non frequentano la mia scuola ne i miei ambienti, ergo non ho come stringere amicizia con loro.
E quindi che farò? Studierò anche io..tanto è anche per questo che ho scelto la Cina: Studiare. La mia vita sociale, lo spasso, il divertimento, li ritroverò tra qualche mesetto.. E poi più presto imparo la lingua, più posso farmi nuovi amicizi ;). Ma in ogni caso dedicare i restanti 7 mesi allo studio non può che farmi bene.. Spasso, divertimento e vita sociale li ritrovo appena torno, in grandi dosi :D. Più studio qui, più vita sociale questa estate! Basta prenderla con Filosofia :D.
Chiara

03 novembre 2011

Il ricordo è un poco di eternità. cit.Antonio Porchia

Sapevo benissimo che ne sarebbe arrivata un'altra, come sapevo anche, ormai, come affrontarla e ieri ho avuto la seconda grande crisi da quando ho lasciato casa...per scatenarla mi è bastato vedere la mia stanza in webcam. La mia stanza con le mie cose, il mio casco sul puff, il mio stereo, la mia scrivania, il mio armadio...il miliardo di fotografie che tapezzano quelle quattro pareti e che raccontano la mia vita. Non avrei mai immaginato di poter sentire la mancanza della mia camera, degli oggetti contenuti in essa...andiamo sono solo oggetti! E invece no, quelle quattro mura sono state la mia tana per sedici anni, è stato il mio "mondo" fin dalla mia infanzia, tutto quello che essa contiene è un pezzo della mia vita, un semplice oggetto che stimola un ricordo...il biglietto del concerto di Liga, la scritta "Chiara" nella parete fatta da mia mamma, il poster dei Rio disegnato da me e autografato da Fabio Mora e Marco Ligabue quella volta in cui io e Chia abbiamo supplicato Ennio di accompagnarci al centro Olimpo per farlo autografare, la corona del burger king di quella volta in cui io e Dà, una settimana dopo l'apertura siamo andati a provarlo ( Cristo quanto mi manchi Burger King!)..e potrei continuare all'infinito, per infinite pagine, perchè la mia camera è come se fosse il forziere che contiene tutto ciò che mi ha accompagnato nella mia crescita ed io l'ho lasciata... Non avevo mai visto prima la mia camera come il mio nido, non avevo mai considerato tutti gli oggetti che essa contiene così importanti, ero abituata a darli per scontati. Ma adesso hanno un valore: sono parte del mio nido ed io sono lontana.
Allora capisco che Intercultura vuol dire anche questo: imparare che gli oggetti sono cose materiali, che i veri ricordi li porti nel cuore e che crescere vuol dire anche saper fare a meno degli oggetti, non aggrapparsi ad essi, ma a se stessi. Certo, l'idea di non poter scegliere tra le miriadi di magliettine che ho nel mio armadio, ma dover scegliere sempre tra le solite 6 mi mette tristezza, l'idea di non avere tutti i miei cd, tutti i miei libri, i miei gioielli, i miei trucchi e via dicendo, sempre a disposizione, mi infastidisce..Ma portarseli qui sarebbe stato impossibile..tanto alla fine, quello che ritengo davvero importante è qui con me. E poi sette mesi e qualche giorno ed io tornerò dalla mia camera, dalle mie cose...mentre tutto questo non lo vivrò più, tutta questa esperienza è adesso, e il tempo vola, non mi posso permettere di perderlo nell'essere triste, non tornerà più indietro. La cosa bella degli oggetti è che loro, almeno loro, possono aspettare, non cambiano, al massimo si impolverano.. Ma sarà un piacere rispolverarli al ritorno, mi terrà impegnata nel non sentire la mancanza di quello che lascerò qui.

27 ottobre 2011

Open Mind, Cultura Cinese

Zhaoqing, la città cinese dove abito, è strana. Per certi lati mi ricorda tanto Palermo, il trrraffico, l'autobus che nelle zone non vicine al centro passa dopo 20 minuti, le strade piene di cartacce ( anche se qui ancora un cassonnetto non l'ho ancora visto..figuriamoci se ho visto spazzatura). Però anche se trovi solo cartacce, la città è pulita, piena di aiuole con l'erbetta e alberi.. E allora non mi spiego come facciano a esserci i topi. Oggi ne ho trovato uno che camminava nel marciapiede senza problemi e i cinesi erano tranquilli..l'unica che ha cambiato marciapiede appena l'ha visto, sono stata io. Zhaoqing, per quanto sia bella e piena di centri commerciali CHE AMO.. Mi fa apprezzare di più Palermo. Anche qui i "vigili" sono inesistenti, e quando ci sono se ne strafottono. Qui è normale vedere 3 tipi in un motorino. Ma d'altronde, in un paese dove è legale: parlare al telefono quando si guida; dove le cinture di sicurezza non le usa nessuno; dove il casco ( OMOLOGATO) è l'elmetto di plastica dei muratori ( non sto scherzando); dove i marciapiedi oltre a essere dedicati alle persone, sono dove (LEGALMENTE) posteggi la macchina; dove la velocità minima media è di 60 km orari; dove i marciapiedi, quelli che i pedoni non condividono con le macchine ( semplicemente perchè troppo stretti) vanno condivisi con i motori, che ci salgono regolarmente usandoli come corsia preferenziale.. Cosa puoi aspettarti? E allora amo di più Palermo. Ma la cultura cinese, i modi di fare, hanno qualcosa di positivo. La Cina ti fa crescere, in tutti i sensi. Fa crescere il suo popolo, velocemente, figuriamoci uno straniero che deve starci un anno. Qui i bambini lasciano i pannolini dopo il primo anno, perchè dopo aver compiuto un anno sono capaci di dire a mamma e papà: " devo fare la pipì" e allora anche se sei in mezzo alla strada, poco importa ti fermi e fai pipì, da solo ( grazie a una favolosa spacca nei pantaloni, non devi nemmeno spogliarti) e mamma aspetta, o se non hai la spacca, cali i pantaloni ed il gioco è fatto. C'è anche qualche genitore che non ci tiene a sporcare la strada, solleva il pargoletto e lo tiene sollevato sopra un cestino dei rifiuti. Un wc ovunque. I bimbi cinesi iniziano a tornare da scuola da soli fin dalle elementari e posso assicurare che Zhaoqing non è di certo più sicura di Palermo.. Ma ai Cinesi "poco importa", devi imparare a cavartela da solo presto, devi pensare a te e a come risolverti i problemi fin da piccolo, mamma e papà hanno il compito di metterti al mondo, nutrirti e darti una casa, il resto tocca a te, loro sono impegnati a guadagnare soldi per assicurarti un'istruzione. Perchè i Cinesi ormai lo sanno bene, senza istruzione non hai futuro. Pensando al video che ormai sta facendo il giro del mondo, dove una bimba cinese muore investita nella regione del Guangdong ( mia stessa regione), mi viene da pensare che loro forse esagerano, forse sono un pò troppo menefreghisti e un pò troppo " l'unico che pensa a te sei tu stesso", ma forse, anzi senza forse, le mamme italiane sono famose per esserlo..I genitori Italiani sono un pò troppo iperprotettivi. Noi dovremmo imparare da loro e loro dovrebbero imparare da noi.. Scambi culturali, a questo servono, ti aprono la testa. Anzi come dice il mio Tutor che ormai me l'ha affibbiato come soprannome.. ti fanno diventare "open mind". E allora si che ogni santissimo cittadino di questo mondo dovrebbe farlo, vivi in un altro paese, conosci la sua cultura..e lì vedrai quanta roba imparerai.
Vostra,
Open Mind.

24 ottobre 2011

"Come farò io senza di te, quando tu tornerai in Italia? :("

Le domeniche sono per definizione terribilmente brutte e pallose.
Lo erano a Palermo, lo sono ancora qui.. della serie che certe cose non cambiano mai.
Oggi, poi, giornata particolarmente giù..ho pensato constantemente alla mia vita, alla mia vita italiana che mi manca terribilmente. Sono passati due mesi eppure quei momenti di nostalgia continuano ad esistere, credo proprio che esisteranno sempre, perchè anche quando ritornerò inizieranno i momenti di nostalgia della vita cinese. Oggi mia sorella mi ha abbracciata e mi ha detto: " Come farò io senza di te, quanto tu tornerai in Italia? Chi mi accompagnerà ovunque, chi mi ricorderà cosa sto dimenticando in un determinato posto? Con chi dormirò quando avrò gli incubi? Chi cucinerà la cena quando sarò a casa da sola?". Cathleen, da quando sono arrivata, non ha più una vita sua. Mi traduce le cose ogni volta che non le capisco. Si sorbirsce tutte le mie domande, che saranno almeno 20 al giorno. Mi accompagna a comprare qualsiasi cosa io abbia bisogno, anche se magari è stanca o non ha voglia. Ma non mi fa mai pesare quanto questo sia pesante, anzi, sorride sempre. Nessuno la obbliga a fare quello che fa per me, potrebbe anche abbandonarmi, lasciarmi sbattere, non cacarmi minimamente..conosco parecchie sorelle AFS che lo fanno..ma lei no. Lei è mia sorella. E anche se sono solo 2 mesi..Lei c'è quando io ne ho bisogno. Quando piango perchè mi manca l'Italia, lei c'è e mi abbraccia e mi bacia. Lei ha cambiato le sue abitudini, per me.
Ed io sono felice di poter essere così importante per lei.
Sono felice che mi veda come una sorella maggiore. Come la sua unica sorella.
Quella che ha sempre desiderato.
我爱我的妹妹。
Chiara.

22 ottobre 2011

"I like You! Do you like me?"

In Cina me ne succede una ogni giorno.. Ma fin quando sono cose positiva, ben venga! :D.
Era appena suonata la campanella che determina l'inizio della pausa pranzo ed io, mia sorella ed un'amica camminavamo verso la mensa. Parlavamo della possibile scelta di Cathleen di venire in Italia con AFS... quando di botto una ragazzina magra e sorridente esclama: "Waittt!!" e fa il cenno di fermarmi con la mano: " Do you speak Chinese?" "Just a little.." Guardandola le sorriso e lei tremolante, come se fosse emozionata mi risponde: " Hi! I like you!". Ero evidentemente in imbarazzo e Cathleen, come sempre, scoppiò a ridere. Cathleen sa che in Italia dire: " Mi piaci" corrisponde ad una specie di " vorrei tanto che tu fossi la/il mia/o ragazza/o". Ma qui in Cina no, è semplicemente per dire: "Mi sei simpatica". Il fatto che però sappia che in Cina sia differente non vuol dire che a me non suoni strano, lo era e come. La prima volta che una ragazza mi dice: "mi piaci!".
Ma comunque, non ricordavo di aver mai visto questa ragazzina prima d'ora eppure adesso era davanti a me a dirmi che le piacevo, l'unica cosa che trovai giusto fare fu sorriderle nuovamente e ringraziarla. Allora lei aprì la carpetta che teneva tra le mani e mi mostrò due bellissimi disegni raffiguranti Conan, un cartone animato che seguivo tantissimo da piccolina.. il mio cuore ammirava con gioia: erano davvero stupendi. Mi chiese quale dei due preferissi...avrei voluto dire entrambi, ma non era giusto allora scelsi quello che mi sembrava più bello. Lei lo estrapolò dalla carpetta e lo mise nelle mie mani. Ero davvero felice. Esclamai un "xiéxie" e le si illuminarono gli occhi..la stavo ringraziando nella sua lingua. I Cinesi ringraziano raramente..io lo stavo facendo e per di più nella sua lingua. Vederla così felice soltanto perchè la stavo ringraziando..beh, mi fece un grande effetto. Decisi allora di chiederle se volesse il mio numero di QQ ( chat cinese stile msn), il mio weibo ( facebook cinese) ed il mio numero di telefono, lei mi guardò quasi incredula. Aveva un'espressione della serie: "sto sognando". Con uno sguardo sbrillucicante mi rispose: "Yes! Please!".
Mentre scrivevo il tutto su un foglio che lei reggeva, si radunarono intorno a noi un pò di ragazze, qualcuna di loro iniziò a sospirare: "woow"..solo perchè stavo dando i miei contatti ad una ragazza. A me sembra la cosa più banale del mondo. Ma per loro, sto iniziando a capire, è qualcosa di estremamente fantastico. La mia nuova amica mi guarda mentre le restituisco la penna e mi chiede: " Do you like me??" ..."Yes! Of course!". Le rispondo sorridendo e la guardo fuggire via saltellando felice e stringendo tra le mani il foglio. Sono felice. Felice di vedere che con un semplice gesto, essere disponibile e gentile, ho reso felice qualcuno. Felice di vedere che ho una nuova amica. Amo ogni giorno che passa, sempre di più questa popolazione..che ha così tanto da insegnarci.
Vostra, Chiara.

ps. un capolavoro che custodirò gelosemente. E che una volta in Italia, verrà incorniciato e messo nella parete della mia stanza :). Una sconosciuta, adesso amica, che ha fatto riaffiorare ricordi in me, stupendi: Io e Paolo che tornati da scuola, dopo pranzo, accendavamo la tv... c'era Conan il detective con gli occhiali ad aspettarci *_*.
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21 ottobre 2011

Non è detto che una giornata iniziata male, continui ad andare male

Oggi stavo seduta tranquilla a mensa accanto a mia sorella e mangiavo i miei noodles ( eravamo arrivate tardi per fare la fila per il comune cibo di mensa) silenziosamente, pensavo ancora al sogno della notte passata: Io ODIO sognare l'Italia, perchè poi il risveglio rende tutto tremendo e la nostalgia arriva a palate. E' come se il sogno mi illudesse. Ma comunque, mentre mangiavo con la testa bassa, la alzo un secondo e mi ritrovo davanti un sorriso cinese che mi guarda.. A momenti saltavo in aria. Jonhx, il suo nome inglese, era seduto davanti a me che mi fissava. "Hiii" " Hi Jonhx :D". Johnx è un compagno di classe di Thomas, che fin dal primo giorno vieni ogni giorno in classe a salutarmi. Prova sempre a parlare con me, anche se il suo inglese è talmente povero che non riesce a capire il mio inglese rasoterra.. Ma amo la sua determinazione, il suo non perdersi d'animo. Ed amo il fatto che oggi, ero a terra, e il suo sorriso mi ha tirata su. La sua felicità perenne, è una cosa che ammiro. Amo il fatto che voglia sempre condividerla con me. Con me che sono più o meno una sconosciuta, perchè sa solo che mi chiamo Chiara e che vengo dall'Italia.. Ma è sempre lì, pronto a chiedermi come sto e a dirmi che sono bellissima..ogni giorno.
Grazie Johnx, oggi avevo bisogno di essere tirata su di morale :).
Anche se poi a tirarmi su ci ha pensato qualche bel messaggino carino sul cell ( Grazie <3) e un 8 in cinese e un A+ in inglese :D. Sono soddisfatta di me stessa :D.
E il mio migliore amico che spunta su skype e inizia a farmi smorfie.. Come se fosse sempre accanto a me...Ma lui è SEMPRE accanto a me.
Come una giornata iniziata da schifo può diventare bellissima..Grazie ad un nuovo amico :).
Chiara

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19 ottobre 2011

Ma sono passati due mesi?

Ieri ho visto uno "straniero". Camminava per i reparti del supermercato e tutti lo fissavano. Proprio come fanno con me. Ma lui era biondo e chiarissimo di carnaggione, quindi richiamava più l'attenzione. Quando i nostri sguardi si sono incrociati, ci siamo guardati e mi ha sorriso.. Come a dire: " Non sei sola, ti capisco". Ecco, lì mi si è stretto il cuore, e ho ricambiato con il sorriso più sincero che potessi dargli. Qui è così, a Zhaoqing gli stranieri li becchi molto raramente e quindi vedere qualcuno diverso richiama l'attenzione, gli sguardi. Alle volte sono così insistenti, mi fissano, e sento quasi che entrano dentro di me. Ogni giorno appena salgo sull'autobus si girano tutti, e borbottano qualcosa, e mi fissano fino a quando non scendo. Infastidisce, ma capisci che non lo fanno per male..La loro è soltanto curiosità, molti di loro non hanno mai visto uno straniero, una persona diversa da loro, che non ha gli occhi a mandorla, che hai capelli chiari e mossi, che nonostante sia una ragazza, sia alta. I primi tempi non vedevo l'ora di tornare a casa e chiudermi in camera, lontana da tutti quegli sguardi invadenti. Ma adesso quando mi fissano, mi lascio guardare, gli lascio conoscere qualcosa di me, e se è un bambino a fissarmi..Beh, gli sorrido, provando con quel sorriso a riempirgli il cuoricino.  Credo proprio che io mi trovi bene con i cinesi perchè sono come me..Curiosi. Oggi sono due mesi che mi trovo nel paese della grande muraglia.
Non sono mai stata così sicura di me stessa. Più passa il tempo, più sento che ce la posso fare.
Che sono forte. Non penso al fatto che non abbraccio i miei genitori e i miei fratelli, che non esco con le mie amiche, che non vado in discoteca da due mesi..Ma penso al fatto che tra 8 mesi tornerò a fare tutte queste cose e saranno ancora più belle, perchè non avendole avute per un pò, avranno molto più valore..Non saranno più scontate.
:) Chiara.